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La Vigna è storia

| ICONIC WINE| Delfina Remi

Fra le regioni vitivinicole più generose al mondo troviamo le Langhe, nome d’origine celtica, che significa “lingue di terra” e si riferisce alle colline allungate, spesso molto ripide, disposte in modo da formare tante vallate profonde e strette.

Non solo, passione e arte dell’elaborazione. Il primo fu Riccardo Ceretto, che negli anni ’30, cominciò a produrre vini tipici del territorio e, successivamente, i figli Bruno e Marcello ampliarono la strada intrapresa acquistando vigneti nelle celebri aree del Barolo e del Barbaresco. Oggi, punte di diamante unite alla grande intuizione di investire su di un bianco, l’Arneis Blangè e del Moscato con I Vignaioli di Santo Stefano.

Un’imprescindibile dialogo tra tradizione e innovazione. Infatti, con la terza generazione – Alessandro, Federico, Lisa e Roberta – l’organizzazione, i processi aziendali, il marketing e l’immagine dell’azienda, sono divenuti altrettanto fondamentali quanto il prestigio delle produzioni.

 

Condotti in agricoltura biologica, che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, continuamente analizzate e monitorate secondo un modello di sviluppo sostenibile che possa durare nel tempo, nel pieno rispetto dell’uomo e della natura. La conduzione biologica, e in alcuni casi biodinamica è stata fortemente voluta e messa in atto da Alessandro Ceretto, che nel 2010 ha deciso di intraprendere questo cammino e che ha portato i vini ad ottenere con la vendemmia 2015, la Certificazione. Della famiglia Ceretto, fanno parte la Cantina Monsordo Bernardina in Alba, con l’acquisizione alla fine degli anni ’80 di un antico casolare alla porte di Alba, trasformato gradualmente nel quartier generale, centro nevralgico dell’azienda, celebre per il tocco creativo quando, nel 2009, nasce L’Acino, un’installazione permanente affacciata sulle belle vigne, che fa da corollario ad un moderno spazio per l’accoglienza e per la promozione del territorio.

Cantina Bricco Asili in Barbaresco è la prima cantina realizzata da Bruno e Marcello Ceretto, nel 1973, dove vengono elaborate le uve di due climats eccezionali: il Bernadot di Treiso e l’Asili di Barbaresco. Cantina Bricco Rocche in Castiglione Falletto è stata costruita nel 1982 ed è nata per vinificare le uve provenienti dalle più belle vigne di proprietà all’interno della denominazione Barolo. L’ampliamento avvenuto nel 2000, con la realizzazione dell’avveniristico Cubo in vetro, esprime un ambiente dal design moderno ma perfettamente integrato al profilo delle colline. Bricco Rocche ospita la vinificazione e l’affinamento di alcuni dei Cru più prestigiosi della regione, oltre quello omonimo: Brunate di La Morra, Prapò di Serralunga d’Alba e Cannubi San Lorenzo di Barolo.

Con una sorta di metaforico ritorno alle origini, Bruno e Marcello Ceretto, nel 1976, fondarono insieme a Giancarlo Scavino I Vignaioli di Santo Stefano, proprio nella terra natale del padre Riccardo. La cantina è proprietaria di 30 ettari e affittuaria della Tenuta San Maurizio, una superficie collinare prestigiosa di circa 15 ettari nel comune di Santo Stefano Belbo. I Vignaioli hanno voluto ripensare l’immagine della bottiglia; Bersanetti, uno dei più grandi designer italiani, ha realizzato per loro un contenitore lungo e stretto dalla particolare etichetta capace di evocare una mezza luna di pavesiana memoria.

Web: ceretto.com/it

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