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Surrealist scultpure

 

Nel pensiero contemporaneo il concetto di ‘musa’, soggetto femminile ispiratore dell’artista e della sua opera, è ormai desueto. Ogni qual volta se ne rispolvera l’uso, la donna così evocata ci appare magni ca e intensa, ma al fondo incapace di esistere al di fuori dell’aura magica che l’artista le ha avviluppato intorno. In effetti poche sono state coloro che sono riuscite a ribaltare questa idea, circolante in primis tra i cenacoli degli stessi artisti, liberandosi da un ruolo apparentemente gratificante ma asfittico nella realtà. Tra queste si staglia in tutta la sua profonda, intrigante, eclettica natura Meret Oppenheim, cui il MASILugano dedica la mostra ‘Meret Oppenheim. Opere in dialogo da Max Ernst a Mona Hatoum’ appena inaugurata e aperta al pubblico no 28 maggio 2017. Il percorso espositivo, curato da Guido Comis in collaborazione con Giuseppina Di Monte, è stato costruito proprio per scardinare l’immagine di Oppenheim chiusa nel perimetro di musa e modella preferita dei Surrealisti, a partire da André Breton a Giacometti, no a Max Ernst e Man Ray – autore della celeberrima immagine ‘Erotique Voilée’ (1933)- ponendo invece al centro la sua figura quale ineludibile filtro per la comprensione della corrente artistica che s’incontrava quotidianamente al café de la Place Blanche.

 

 

Meret Oppenheim
Porträt mit Tätowierung, 1980
Privatsammlung, Bern
Foto: Heinz Günter Mebusch, Düsseldorf

 

Lo scopo è stato pienamente raggiunto articolando la produzione artistica di Meret Oppenheim in un fecondo ‘dialogo’ naturalmente con i suoi compagni dell’epopea surrealista ma – altresì – con alcuni artisti contemporanei di fama internazionale, quali Robert Gober e Mona Hatoum, che le riconoscono un fondamentale pegno d’ispirazione. L’allestimento è suddiviso in diverse sezioni – ciascuna dedicata a temi ricorrenti nel movimento surrealista come, ad esempio, il rapporto tra cibo e sessualità, la maschera e il travestimento, il corpo e la veste, – percorrendo tutta la straordinaria carriera artistica di un talento iconoclasta dagli esordi, agli inizi degli anni’30, no alla sua scomparsa avvenuta nel 1985.

Autore: Jenny Del Chiocca

www.luganolac.ch

 

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