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Rosa del Deserto

Tra le giovani ma complesse realtà statuali in profonda trasformazione che si affacciano nel Golfo Persico, l’Emirato del Qatar è forse quella dove il modello culturale di una chiave universalistica nella percezione dell’arte sta trovando una assoluta e piena celebrazione.

Le più autorevoli testate internazionali – dal Guardian al New York Times – da tempo segnalano come Doha sia senza timore di smentita, la capitale con più alta concentrazione di mercanti d’arte ad altissimo livello, sottolineando al contempo come il sistema museale del Paese metta a disposizione delle proprie istituzioni budgets tali da far impallidire i loro prestigiosi concorrenti occidentali.

Dare a questo immenso patrimonio – sistematicamente acquisito per essere posto in un rapporto dialogante con le collezioni più rappresentative della cultura qatariana, dagli esemplari risalenti all’Era Glaciale, attraverso l’Età del Bronzo fino a giungere agli albori dell’Islamismo – adeguata cornice è stato uno dei principali scopi che QMA (Qatar Museums Authority) si è posta fin dalla sua fondazione nel 2005. In questa ottica si pone l’affascinante ed evocativo progetto di Jean Nouvel per il “Museo Nazionale del Qatar”, di prossima inaugurazione.

La scelta dell’architetto francese è stata niente affatto casuale: la sua naturale propensione per una commistione sapiente delle due culture, occidentale e orientale, aveva già dato i suoi frutti fin dalla progettazione del celebre “Institut de Monde Arabe” a Parigi a cui in anni più recenti, sempre a Doha, sono seguiti il “Doha Tower” (conosciuto come il c.d. cucumber a causa della sua caratteristica forma di cetriolo) e, negli Emirati Arabi, il “Louvre Abu Dhabi”, autentico avamposto del suo gemello francese.

Sorta intorno allo storico palazzo “Fariq Al Salatah”, prima sede del Museo, sulla Cornish, l’immaginifica struttura sarà tra le prime immagini che si presenteranno allo sguardo del visitatore appena atterrato nella capitale.

Secondo una esplicita ammissione del progettista l’idea di partenza si è sviluppata intorno all’immagine della rosa del deserto, un particolare minerale formato da cristalli di gesso, nonché al concetto del “caravanserai”, tradizionale crocevia e luogo di sosta per i mercanti in transito sulle rotte dell’Oriente.

E così le pareti saranno altresì schermi multimediali, gallerie espositive, luoghi di lettura e spazi culturali tout court; mentre per la progettazione dei giardini circostanti si è perseguita una linea filologicamente rigorosa di attenzione alla natura circostante con la messa a dimora di piante grasse, melograni, palme da dattero e naturalmente dall’albero del Sidra, simbolo del Qatar e presente in ogni abitazione.

Non più dunque solo museocontenitore, forma ormai sorpassata per la veicolazione del messaggio artistico, ma – come ribadito dallo stesso Nouvel – “espressione di una cultura, portatore di un messaggio di modernità, metamorfosi e bellezza nato dall’incontro tra il deserto e il mare”.

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