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Regista d’incanti

Creatività, ricerca della location perfetta, avere ben chiara la finalità ultima: realizzare l’evento come un’opera d’arte momentanea, un turbine d’emozioni difficilmente traducibili in parole. Professionista indiscusso, Martino Crespi, ha iniziato la sua lunga carriera come organizzatore di concerti musicali e di grandi happening, per poi passare per quindici anni alla direzione di Fiere, ed infine dedicarsi ai progetti speciali per Condè Nast. Oggi è il riassunto dettagliato di un susseguirsi di successi, dettati dall’intuito di circondarsi di soli professionisti come da ultimo, lo Chef Francesco Sposito durante lo scorso evento “Bulgari Night”, tenutosi nella suggestiva cornice capitolina dell’Acquario Romano.

 

“Nel mio nuovo ruolo di events manager di Jre Jeunes Restaurateurs di tutta l Europa, organizzare eventi in 15 paesi europei confrontandomi con nuove culture cucine e nuovi stili di vita”

Glamour, eleganza servita su portate di alta gastronomia italiana, dove la passione per il proprio lavoro diviene un uniquum indissolubile per raggiungere il massimo risultato, “L’ingrediente che non può mancare nella mia cucina è l’armonia, la serenità, l’anima dei miei contadini e tutto ciò che di grandioso offre la mia terra e la mia meravigliosa squadra di ragazzi”, racconta Chef Sposito, 2 stelle Michelin Ristorante Taverna Estia. Un regista d’incanti, riveste il ruolo dell’events manager, dove attenzione al dettaglio e dedizione costante, ne sono i cardini imprescindibili, come ci racconta Martino Crespi nell’intervista che segue.

 

Unica Cena, vivere le riunioni all una di notte, alla chiusura dei loro ristoranti, nelle quali condividevano ricordi aneddoti e nelle quali si prendevano le decisioni difficili

GSM: Proviamo a dare una definizione della figura professionale “organizzatore di eventi”?
Che cosa fa e quali competenze deve avere?
MC: È colui che è in grado di comprendere a fondo le richieste ed i desideri del committente. Di elaborare creativamente un progetto che interpreti le esigenze e le aspettative e che lo metta in atto scegliendo gli attori più indicati.
GSM: Qual è l’evento che più ricorda con affetto particolare e quali sono stati gli aneddoti indimenticabili?
MC: Rispondere a questa domanda è per me molto difficile, sono tanti gli eventi che ricordo con particolare affetto e faccio davvero fatica a sceglierne uno solo… Ne cito due, il primo l’”Unica Cena”, per gli 85 anni di Gualtiero Marchesi, dove gli allievi storici, Carlo Cracco, Andrea Berton, Davide Oldani e Ernst Knam, hanno cucinato insieme per la prima e unica volta dopo 25 anni, per 300 ospiti presenti e il secondo “Tribute To Ursula Andress”, mostra dedicata alla carriera di Ursula Andress che dopo lungo tempo tornava al festival del cinema di Venezia.
GSM: E quali sono stati gli aneddoti indimenticabili?
MC: “Unica Cena”, vivere le riunioni all’una di notte, alla chiusura dei loro ristoranti, nelle quali condividevano ricordi aneddoti e nelle quali si prendevano le decisioni difficili. Ricordo con un sorriso il fatto che tre di loro volessero realizzare un piatto che avesse tra gli ingredienti i piselli. Giungere alla decisione di chi lo dovesse utilizzare non è stata proprio cosa semplice… L’espressione di Ursula Andress di stupore all’apertura della porta che conduceva alla mostra che per lei era un’inaspettata sorpresa.
GSM: Il prossimo traguardo?
MC: Nel mio nuovo ruolo di events manager di Jre Jeunes Restaurateurs di tutta l’Europa, organizzare eventi in 15 paesi europei confrontandomi con nuove culture cucine e nuovi stili di vita.

Autore: Chiara Melani

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