Widget Image
Widget Image
Questo magazine nasce dalla voglia di comunicare e preservare la nostra passione per l’esistenza dello stile dando valore alla conoscenza, l’innovazione abbinata a nuove forme di bellezza.

Subscribe to our newsletter

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut laoreet dolore magna aliquam
[contact-form-7 404 "Not Found"]

Cacciatore di Aurore boreali

Ha viaggiato in 138 paesi, è autore di 10 libri e vincitore di 8 premi in concorsi fotogra ci internazionali. Dal 2008 è membro di APECS (Association of Polar Early Career Scientists) per i suoi contributi su ambiente pubblicato dai media. Nel 2009 è stato l’unico giornalista a raggiungere il Polo Nord geografico sugli sci. Nel 2010 Bracali ha debuttato nel mondo della ne-art photography e le sue immagini sono state esposte, come personali, in musei e gallerie di Roma, So a, Kiev, Odessa, Copenaghen, Montreal e New York. Ha firmato 160 servizi come regista per Rai 1 ed è stato ospite in oltre 40 trasmissioni e TG delle reti Rai come esploratore e documentarista. Il Minor Planet Center di Cambridge ha intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto. Quattro dei suoi ultimi reportage sono stati pubblicati sul National Geographic.

GSM: Cosa significa per te immortalare la danza del cielo con uno scatto?

LB: Significa fare un patto con la natura che mi dona un attimo irripetibile, un istante in cui vive tutta la magia della forza del cielo che si incontra e si scontra con lo scudo della terra. Da una reazione solare si generano le aurore boreali, e miliardi di particelle cariche elettricamente vengono sparate dai venti solari verso il nostro pianeta. Dopo un viaggio che può durare dai due ai quattro giorni, elettroni e protoni vanno a collidersi con gli strati più alti della nostra atmosfera e, a seconda dei gas che incontrano, danno vita ad una colorazione diversa. Quell’attimo irripetibile che cerco, il vero carpe diem della fotogra a.

GSM: L’Aurora Boreale è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre, come riesci a catturare i rapidamente i colori che cambiano?

LB: fotografo aurore boreali dal 1999 e ricordo benissimo quella mia prima visione celestiale, quanto bella fosse, lassù, danzante nel cielo dell’estremo nord dell’Alaska, a Barrow, ultimo insediamento umano prima del mar glaciale Artico. E ricordo ancora che quella prima immagine la catturai con la pellicola, con i colori neutri di una Ektachrome. Allora il settaggio della fotocamera era, per ragioni pratiche e di qualità, f/4 con un tempo di scatto di 20 secondi su pellicola da 400 iso. Oggi, 18 anni dopo, le cose sono un po’ cambiate e la mia ultima aurora, fotografata in Islanda attorno alla metà di marzo, è stata ripresa con la mia Fuji lm X-T2, dotata di intervallometro on-camera, con tre serie di 70 scatti ciascuna con un setting di 800 iso, f/2 e solamente 5 secondi come tempo di scatto. Da questa serie di immagini, in post-produzione, puoi successivamente crearci un time-lapse o, in caso di serie oltre i 200 scatti, anche uno star- trail.

GSM: Luca, esploratore del pianeta terra. Molte spedizioni ormai fanno parte del tuo archivio. Puoi sicuramente essere testimone dei cambiamenti terrestri che il pianeta ha subito. Quale scatto rappresenta per te questo cambiamento?

LB: Il riscaldamento globale è il più grande fra i mali che affliggono il nostro pianeta. E purtroppo, contrariamente a quanto afferma Trump, è una realtà inarrestabile nel quale l’uomo è responsabile per circa un 30%. Il resto è dovuto, quasi certamente, ad una variazione, molto repentina, delle condizioni geo-ambientali terrestri. Il mio primo pensiero va agli orsi polari che, nel giro di qualche decennio, rischiano l’estinzione. Ma lo scatto che considero più rappresentativo potrebbe essere quello sulla laguna di Jokulsarlon, ai piedi del Vatnajokull, il più grande ghiacciaio d’Europa in Islanda che 80 anni fa non esisteva e che oggi, ogni anno, per il rapido ritirarsi del ghiacciaio, perde circa 100 metri ogni anno. La baia pullula di icebergs, uno spettacolo bellissimo a vedersi ma che in realtà nasconde una triste storia…

GSM: Autore di 10 libri. Dove possiamo visitare le tue immagini? Mostre a breve?

LB: Dieci libri in dieci anni, dal primo che ho pubblicato nel 2006, oppure dieci libri in trenta anni di attività, da quando ho pubblicato la mia prima foto nel 1986. Le mie immagini si trovano oltre che sul cartaceo, quindi riviste e libri, anche on-line sul mio sito lucabracali.it , anche se si tratta solo di una piccola selezione.Alcune immagini si trovano anche nelle case di alcuni miei collezionisti che le hanno acquistate come opere d’arte in tiratura limitata. Prossime mostre? Tre internazionali e tutte assai importanti. La prima l’11 aprile, a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo. Una mostra che avrà come tema lo scioglimento dei ghiacci. Spero solo con il mio messaggio di far breccia nella mente, ma soprattutto nel cuore, di coloro che contano, che hanno oltre che un potere politico e decisionale anche una coscienza. Una coscienza umana. A metà maggio sarò invece a Yangon, in Birmania, su invito dell’Ambasciatore Italiano per una mostra ed un evento relativo al mio settimo libro “Myanmar. The true essence”. In ne a novembre esporrò presso il “Leonardo da Vinci Centre” dove avrà luogo oltre che una mostra anche un’asta di beneficienza e, attraverso la “Luca Bracali Foundation”, potrò dare

Autore: Laura Scatena

Post a comment