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Best Romantic Hotel

ICONIC HOTEL | Laura Scatena

Le mani sono strumenti che possono tanto distruggere il mondo quanto salvarlo, e trasmettono un istintivo sentimento di nobiltà e grandezza in grado anche di generare inquietudine, poiché il gesto generoso di sostenere l’edificio ne evidenzia la fragilità”.

Un installazione monumentale, firmata dalla scultore Lorenzo Quinn, che per un anno ha sostenuto lo storico Hotel Ca’Sagredo, affacciato sul Gran Canal, la cui ospitalità ci viene narrata dalla padrona di casa, Lorenza Lain, nell’intervista che segue.

 

L’inaugurazione di questo boutique Hotel gioiello risale al 2007 e lei ha partecipato al progetto fin dall’inizio. Quali sono stati i momenti fondamentali in più di dieci anni di percorso?
I momenti fondamentali sono stati tanti. Il culmine dei festeggiamenti l’anno scorso nel 10° anniversario dall’apertura, soprattutto con l’installazione dell’opera “Support for Ca’ Sagredo” dell’ artista Lorenzo Quinn che per tutto questo anno dal, 12 maggio 2017 al 7 maggio 2018, sono diventate il simbolo stesso di Venezia.

Qual è il suo rapporto con l’arte?
Il mio rapporto con l’arte è strettissimo, sono infatti laureata in Arte dell’Estremo Oriente, con una specializzazione di Arte Contemporanea Cinese.

Com’è nata la collaborazione con Lorenzo Quinn?
Tra me e Lorenzo c’è un rapporto di famiglia, essendo Lorenzo il cugino di mio marito. E’ infatti di madre veneziana Jolanda Addolori, mentre il padre è il famoso attore Anthony Quinn. Durante i festeggiamenti del suo 50esimo compleanno nel 2015 ho chiesto a Lorenzo di realizzare per Ca’ Sagredo un’opera in occasione della Biennale d’Arte. Volevo una creazione di forte impatto, visibile a tutti e dedicata alla città.

 

Lorenzo ha dato vita a ‘Support for Ca’ Sagredo’, due enormi mani che emergono dal Canal Grande e sostengono il Palazzo, simbolo di Venezia, della sua fragilità e allo stesso tempo della sua bellezza che va preservata. E’ la prima volta che un albergo diventa parte integrante di un’opera d’arte e siamo nel Guinness dei primati come installazione più vista e fotografata (con oltre 240 milioni di shares) di tutti i tempi.

Che cosa desiderano i clienti di Ca’ Sagredo? Il vero lusso è il servizio? Cosa trova qui che non trova altrove?
Ca’ Sagredo, prima ancora che un Hotel, era ed è una casa: ciò che rende unico Ca’ Sagredo è il modo in cui ti accoglie, con lo stesso calore e amore per il bello, tipico di una dimora privata. L’Hotel è ricco di dettagli preziosi e opere d’arte, che spaziano dall’antico al moderno e che provengono da tutto il mondo.

 

 

 

Il pensiero che mi guida è il seguente: Palazzo Sagredo è un meraviglioso contenitore dove l’esperienza del dormire, del fare colazione, dell’affacciarsi sul Canal Grande diventa partecipazione, valorizzazione del contesto che viene naturalmente accentuata con manifestazioni organizzate ad hoc.

Tutte idee che nascono da un network di relazioni tra quello che potremmo definire l’industria creativa di Venezia, rappresentato da La Biennale, la Fondazione Querini Stampalia, il Peggy Guggenheim Museum, I Musei Civici e il contributo prezioso di storici e storici dell’arte, da Sedi Consolari di diversi Paesi ( famosa è ogni anno la festa per l’Independance Day), dall’Associazione Veneziana Albergatori dove ricopro l’incarico di consigliere per la categoria cinque stelle, dalla collaborazione con Alta Gamma, laboratorio dell’Università Ca’ Foscari.

 

Quali sono stati gli ultimi riconoscimenti?
Lo scorso 3 Aprile, ho ricevuto in qualità di Direttore di Ca’ Sagredo Hotel, il Premio Excellent come “Personalità del Turismo 2017”. Il Premio Excellent – evento ideato dal presidente di Communication Agency, Mario Mancini, e promosso dal magazine Master Meeting. Infine, Ca’ Sagredo ha vinto I Love Travel Awards come “Most Romantic City Hotel” d’Europa.

Quali sono le caratteristiche cardine di un General Manager?
Non ho una risposta precisa a questa domanda, nel senso che non mi ritengo un general manager per definizione. Non sono il Direttore che sta solo in ufficio, voglio sapere chi arriva, chi parte, incontrare personalmente gli ospiti più importanti e faccio tutto ciò che compete a un padrone di casa. La passione che tutti i giorni dà un senso alla mia attività, nasce da molto lontano, cioè dalla mia storia personale: sono figlia di un diplomatico, generale dell’aereonautica, ho avuto un’educazione severa, che però mi ha fatto conoscere il mondo. La nonna materna mi ha insegnato a vivere con intensità tutte le esperienze personali che si acquisiscono col viaggiare, soprattutto in estremo oriente. A dieci anni mi sono trasferita con la famiglia a Bruxelles dove ho frequentato l’Ecole Européenne e per studio mi sono recata in molti paesi, in particolare negli Stati Uniti. Sono laureata in lingue orientali a Venezia e ho un PHD in arte contemporanea cinese dell’Università Jussieu di Parigi. Gli studi mi hanno portato a 22 anni in Cina, dove ho cominciato a conoscere il mondo dell’hotellerie presso lo Sheraton di Pechino. Nonostante il mio nomadismo mi sento profondamente italiana. Così, divisa tra due anime, quella creativa aperta a esperienze alternative e quella che mi viene dalla disciplina, ho deciso che lavorare negli alberghi sarebbe stata la mia professione. E Venezia, che amo profondamente, sarebbe stata la città dove avrei vissuto.

Eventi futuri?
Tanti. Sto già lavorando al prossimo progetto per il 2019, dopo le mani. Non posso dire molto…. Ma solo dare una piccola anticipazione. Nella città che è poesia voglio dare spazio e tempo all’arte più intima, a quella più profonda. E per dare “forma” a questa idea sto lavorando con l’artista contemporaneo che su questo ha più creato, lavorato, inventato trasformando la poesia in stupore. Sono convinta che anche la poesia abbia grandi mani: sono mani invisibili che abbracciano Venezia che è l’essenza stessa della bellezza e della poesia.

 

Web: casagredohotel.com

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