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An avant-guard Shipyard

ICONIC YACHT | Autore C.M.

L’inarrestabile golden Route firmata Baglietto trova un esclusivo approfondimento nell’intervista rilasciata per Good Style Magazine dal Dott. Michele Gavino, A.D Baglietto. Con un gamma prodotto completa e competitiva capace di coniugare design e artigianalità italiani a tecnologia e prestazioni d’avanguardia per un cantiere dall’assetto ridefinito e orientato al futuro.

Qual è la tradizione di Baglietto, uno dei Cantieri storici della nautica italiana?
Sintetizzare 165 anni di storia in poche righe non è impresa facile. Baglietto dal 1854 ha scritto la storia della nautica italiana attraversando, con le sue barche uniche, anche la storia del nostro paese. Dalle barche a vela ai MAS delle guerre mondiali, dal primo megayacht della storia alla serie delle Isole (Elba, Maiorca, Minorca) il nome Baglietto è da sempre associato ad imbarcazioni di qualità, performance, tecnologia ed avanguardia. Da quando Pietro Baglietto costruì la sua prima barca nel giardino di casa il marchio è stato in molteplici occasioni sinonimo d’innovazione, autentico spirito creativo e genio tecnico, oltre che sostenitore di ricerca e sviluppo. I piani di rilancio della storica azienda da parte della famiglia Gavio, che l’ha acquisita nel 2012, hanno voluto innanzitutto riaffermare il primato di Baglietto, ricollocandolo tra i maggiori cantieri a livello internazionale. A questo scopo sono stati intrapresi ingenti investimenti, grazie ai quali sono state potenziate le infrastrutture del cantiere, in particolare attraverso la bonifica dell’intero sito produttivo che si estende oggi per 35.000 mq, la realizzazione di due capannoni per la costruzione al coperto di scafi fino a 65 metri e di banchine attrezzate per ospitare yacht fino a 70 metri. Avviata recentemente anche la costruzione di una terza campata che permetterà al cantiere di potenziare ulteriormente le sue necessità produttive. Un progetto di enorme rilievo che ha comportato diversi anni di lavoro con una nuova e rinnovata darsena di oltre 3.600 mq con due banchine di 85 metri con un notevole aumento della capacità di ormeggio. Oltre venticinque milioni di euro di investimenti dal 2012 testimoniano l’impegno ed il significato di quanto la tradizione significhi per noi, ma al tempo stesso di come guardiamo in avanti nel rinverdire questa importante tradizione.

Quale l’attenzione verso l’ambiente?
Oggi il tema ambientale è sicuramente tra le tematiche di maggior rilevanza per il cantiere anche se il processo non è immediato perché necessita della collaborazione di più parti: il cantiere, i fornitori e soprattutto il cliente. Insieme ai nostri partner stiamo studiando soluzioni per motorizzazioni ibride o elettriche da applicare ai nostri nuovi progetti, come ad esempio sul 65m disegnato da Francesco Paszkowski e presentato a Monaco o il 70m con il design di Mulder ma anche su metrature più piccole come ABACO, l’ultimo concept di 40m a firma Santa Maria Magnolfi presentato all’ultimo salone di Fort Lauderdale. Recentemente abbiamo aderito alla Water Revolution Foundation, una fondazione che ha come primo motivo quello di definire standard univoci di sostenibilità nel settore nautico e di salvaguardia del mare. Ma l’attenzione all’ambiente si vede anche nelle piccole cose e per questo in azienda abbiamo avviato un processo di eliminazione della plastica di uso quotidiano sostituendola con bottiglie e materiali compostabili.

Il valore aggiunto di vendere un prodotto Made in Italy?
Se c’è una cosa che noi italiani sappiamo fare bene è creare il bello, e uno yacht è un’eccellenza di “bello” nel senso più ampio del termine. Design, stile, eleganza sono termini che si associano indissolubilmente al marchio “Made in Italy” ed è per questo che i nostri armatori ci scelgono.

Quando si acquistano beni di lusso, quanto è fondamentale per il cliente instaurare un rapporto diretto con chi li produce?
Per prodotti come il nostro, che non sono più solo di lusso, ma rientrano nella categoria dell’estremo, la relazione è fondamentale. Chi costruisce uno yacht in un arco di tempo che va dall’anno ai tre anni deve potersi fidare totalmente di te perché a te affida un ingente parte di capitale. E la fiducia si costruisce solo con la relazione. Costruire un’imbarcazione è un precorso creativo che coinvolge molte anime mosse da una stessa passione.

Come partecipa la vostra filiera alla nascita di una nuova barca?
Non si può costruire una barca senza la filiera che, tuttavia, è forse oggi l’anello più debole. La nostra manodopera è una manodopera altamente specializzata, i fornitori con i requisiti idonei sono pochi, spesso sono piccole aziende familiari che hanno una grande expertise artigianale ma con poca attitudine industriale. La sfida è riuscire a farli crescere con noi.

Ricerca, Innovazione e Design. In che cosa si distingue il vostro Cantiere?
Quando guardi una nostra barca immediatamente riconosci che è un Baglietto. Il tratto di Francesco Paszkowski, che da più di 20 anni segue il marchio, è evoluto nel tempo ma è rimasto sempre coerente con un design estremamente pulito dalle le linee morbide e filanti. Anche per le nuove costruzioni, abbiamo chiesto ai designer con cui collaboriamo di reinterpretare lo stile Baglietto mantenendo fede alla tradizione. Quello che cerchiamo di fare è di innovare senza perdere, però, la nostra identità che
è poi il valore aggiunto di possedere un Baglietto.

Cosa pensa dell’attuale situazione di mercato? In quali Paesi avete maggiore successo?
Il mercato per ora è in attesa: ci sono molti temi che possono condizionarlo in maniera determinante. I dazi in USA, ad esempio. Anche se il mercato americano (del Nord e centro America) è forse il mercato più importante per noi in questo momento. Insieme all’Europa, che resta ancora un solido riferimento. Fatichiamo un po’ nell’Est Asiatico, un mercato potenzialmente interessante ma ancora troppo distante per noi che gestiamo direttamente il business dall’Italia.

Progetti futuri?
Per il futuro contiamo in un cantiere ancora più d’avanguardia: stiamo infatti allargando le potenzialità costruttive grazie ad un terzo capannone che ci consentirà di accogliere imbarcazioni fino a 65m. Abbiamo rinnovato la nostra linea produttiva e presentato progetti innovativi come il 65m di Francesco Paszkowski presentato a Monaco o il 40m Abaco di SMM pensato specificatamente per le acque basse delle Bahamas. Abbiamo avviato partnership interessanti come quella con Visionnaire per attirare gusti stilistici diversificati.Ci muoviamo in uno scenario relativamente piccolo e altamente competitivo, dove l’attenzione ai dettagli e la capacità di fornire un prodotto realmente tailor-made diventano un vantaggio competitivo imprescindibile.

Web: baglietto.com

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