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Alchimia scultorea

“Tutte le fasi sperimentali di un progetto, si sa, necessitano di forzature ed esagerazioni, magari anche di aggressività ed ironia. I prototipi devono contenere, potenziate, tutte le idee del loro creatore. Anche di più”.

Designer, architetto, scultore ed orafo, Roberto Fallani, l’artista dell’anticonvenzionale, delle forme serpentine, della meccanica in eterno fluire. Vive ed opera a Firenze e Roma, dove sprigiona la sua innata voglia di oltrepassare ogni confine immaginifico idealmente imposto. Il ferro e luce, artista del limite, dell’esuberanza creativa e poliedrica, che si proietta all’unisono in un codice esegetico sui generis verso una prospettiva polifunzionale di innesti culturali, stilistici e mnemonici.

“Per me il pensiero dell’uomo che cambia è sempre stato il leitmotiv basilare: andare avanti ed essere sempre diverso”.

Un punto focale di forme avveniristiche per una rivisitazione di linee e stili che evocano ambientazioni surreali. Le sue creazioni si ispirano all’alchimia plasmata dall’umanista visionario, coi materiali più duttili, come vetro, legno o ferro, dando forma a tavoli, sedie o lampadari chimerici.

Andamenti circolari e lineari per un alternarsi di pieni e vuoti in raffigurazioni oniriche intrise di filosofica funzionalità. Il ferro, simbolo trionfante di valori simbolici, descrive l’arco metaforico di una contemporaneità che muta nel suo ingranaggio meccanico di una continua osmosi tra presente e passato.

Totemstecnologici, “sculture illuminanti” quali macchine di luce, che irradiano forme ancestrali di dimensioni atemporali. Uno stile inconfondibile di numerose opere brevettate, come le sedute, un impeto fluire, che si snodano nella collaborazione con Formitalia Group, rivolte ad una platea di esteti, che idolatrano forme organiche di morbide volute a fianco di strutture imbullonate. Archetipi immateriali, espressione di preziosi sistemi di prodigi di cinematica.

Autore: Chiara Melani

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